Ciao!
Due parole su di me per i Marotta boys…

Sono nata in via Acherusio 2, a Roma, e da questa bella città ho assorbito le larghezze degli spazi e le loro rotondità, l'importanza della luce, l'abitudine al disordine e anche la tensione continua di fronte alle sorprese degli scorci.
A Firenze ho vissuto 20 anni difficili e appena laureata (Gender Studies), sono tornata a Roma dove vivo.

Come giornalista, ho cominciato da free lance per poi approdare a L'Espresso. Intanto scrivevo e pubblicavo TROP MODEL (Borelli Editore) e VLADIMIR LUXURIA (Castelvecchi).
Quando se ne è andato il mio grande direttore, Giulio Anselmi, anche io ho lasciato la redazione di via Po', e ho assunto la direzione della versione italiana del Time Out londinese.

LA TRAVERSATA DI EMMA COSTA RUBENS

Terza uscita della Collana Fuori, AM Edizioni Marotta, sezione OLTREMARE, romanzi dove il mare e la vela, il vento e la navigazione sono la metafora della vita.

Si narra la storia di un viaggio da Viareggio a New York su una barca a vela di quindici metri comandata da una donna, compiuto da sette persone.
Nei due mesi di avventure per mare il desiderio di ripercorrere quella stessa tratta, antica rotta dei primi emigranti che lasciavano l'Europa alla ricerca di un mondo nuovo e nuove speranze si trasforma in tanti personali viaggi, ognuno della propria verità.
Liti, amori, segreti svelati, paure e entusiasmi improvvisi si mescolano a burrasche, calme piatte, balene e delfini, gare di vela e incidenti imprevisti e l'aspetto psicologico si confonde con quello meramente narrativo tipico del racconto d'avventura.
L'arrivo al porto di Manhattan avviene il giorno dopo il crollo delle torri gemelle, evento del quale nessuno a bordo sa nulla a causa di un guasto tecnico alle apparecchiature.
La visione finale dell'America disalberata (come la barca che è reduce da un terribile naufragio) è occasione narrativa per una riflessione sul vecchio e il nuovo, passato e futuro, Europa e Stati Uniti.
Il romanzo è suddiviso in due parti, una statica, la prima, e una dinamica, la seconda: nella prima si descrivono e presentano i personaggi dell'equipaggio attraverso un profilo soprattutto psicologico. Nella seconda comincia la narrazione pura.
Contaminazione, trasversalità, nomadismi, spazi aperti: per questo "La traversata di Emma Costa Rubens" è anche un romanzo corale.
Il libro ospita infatti contributi molto diversi tra loro: narratori che sono anche politologi (Guido Dolara), archeologi (Marzia Di Mento) ginecologi (Metella Dei), sindaci (Giovanni Bettarini e Alessia Ballini), notai (Franco Lupo), show man (Vladimir Luxuria), attori (Enrico Lo Verso e Maria Cristina Marinelli), fotografi (Francesco Crocco), giornalisti (Alessandra Retico, Monica Guerzoni, Valeria Vantaggi, Cristiana Scoppa), tour operator (Claudia Casali), pedagogisti (Matteo Bianchini e Valentina Casavola), project manager (Sergio Caucino), scienziati (Eva Buiatti), etc.

Un anno fa ho fondato la società di comunicazione ACT! Da ACT! È nato finalmente Bazar!

Mi piace lo yogurt col musly, il bollito misto e la tartarre di cavallo. E pure gli gnocchi di patate. Poi mi piacciono Leconte e Salvatores, lo champagne, la roba di Prada che non ho, il fitness intenso e il mare estivo (calmissimo) all'alba o al tramonto. Libro consigliato? La bambina che amava troppo i fiammiferi.

 

Bazar: mensile di cultura e intrattenimento intelligente e metodo di comunicazione avanzata

Bazar magazine www.bazarweb.info nasce ad aprile 2004, edito dalla società di comunicazione ACT!, con lo scopo di realizzare un giornale che sappia intrattenere e divertire, far pensare, sorridere, emozionarsi. Bazar offre interpretazioni e inquadrature inedite e non convenzionali dei fatti di oggi con una lingua disordinata, pluridimensionale, ipertestuale, decontestualizzata.

Bazar esprime le tendenze più nuove della comunicazione multimodale e concretizza una nuova strategia editoriale: la promiscuità tra web e carta (ponte per il digital divide, ossia il divario sempre più ostinato tra persone tecnologicamente integrate e non), e tra i vari sistemi di comunicazione (tv, radio, cd rom, palmari, eventi, corsi, etc).

Bazar è una community: mai schierato, non ha connotazioni di età, identità sessuale, etnica, religiosa, filosofica, politica. E' coscienza critica, e come un mercato, una piazza, accoglie il contributo di tutti.

Gode del sostegno di nomi di spessore del mondo della cultura e dello spettacolo: capovolgendo la tradizionale struttura di un magazine, Bazar è in mano a una direzione giovanissima ma ospita il contributo di forze rappresentative della nostra società.

Bazar ha una redazione deterritorializzata: senza una sede, il nomadismo è vissuto come condizione professionale e professionalizzante, nel senso di un recupero sempre fresco delle notizie e di un rapporto diretto con la realtà circostante. Lo staff Bazar lavora ovunque: a casa, per strada, in treno, attraverso palmari, portatili e computer personali.

Bazar come metodo di comunicazione avanzata: il Laboratorio di Comunicazione Creativa (ACT! opensource): da più parti riconosciuto come un vero e proprio stile di comunicazione, il metodo Bazar è insegnato alla Facoltà di Scienze della Comunicazione (La Sapienza, Roma), al Politecnico di Torino e dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (Miur).

Tante testate raccontano il mondo Bazar (Bazar press): prisma, lente, un binocolo in cui guardare, una mappa per orientarsi, un sentimento che esprime amore per la conoscenza senza pregiudizio.

 

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