La canzone napoletana classica (canto, piano e mandolino) muore con Giuseppe Marotta, dopo aver abbracciato il periodo compreso tra l'800 ed il 1960.
Ci è sembrato importante, a quarant'anni dalla morte dello scrittore, pubblicare questa serie di prime stesure delle canzoni arricchita da tre testi inediti.
Il sentimento e la poesia, contenuti tipici della canzone partenopea, rivivono in maniera prepotente in questa raccolta che lo stesso Marotta definiva di umili e deboli versi.
Eppure, quello della canzone, nenia per adulti, era il più dolce e tenace vizio di penna dell'indimenticato autore de L'Oro di Napoli, che qui, per l'ennesima volta, rende omaggio alla sua città e alle sue donne.
Questi testi originali, lontani a volte da quelle che furono le imposizioni dei compositori che le musicarono, si offrono oggi come piccoli ossi di seppia, l'origine stessa dell'essere o del sentirsi napoletani. Perché, come diceva il grande Fabrizio De Andrè, genovese: il napoletano mi ronza nelle orecchie e nel cuore. Il napoletano, ci sentiamo di aggiungere, è quella strana lingua, l'unica che l'anima comprende al di là dei confini geografici e che riesce a diventare linguaggio universale, come la musica che da sempre l'accompagna.
Crediamo che questo libro, apparentemente per pochi cultori, possa diventare motivo di nuovo interesse per chi, sfogliandolo, si sentirà toccare il cuore da quelle piccole parole universali che da sempre raccontano i sentimenti umani, in tutte le lingue del mondo.

Andrea Marotta

Intervista a Giuseppe Marotta in occasione del premio Bagutta del 28/11/1954
(tasto destro salva con nome)

 

"Uffa. Che odiosa età è la mia. Ho atteso un centinaio di millenni il momento di nascere e quasi non mi va di attendere, per i tre o quattro anni che mi restano da vivere, il momento di morire!"

Giuseppe Marotta

Questa frase, che Giuseppe Marotta pronunciava verso la fine della sua vita come meditazione sulla condizione umana, ci appare oggi la sorprendente intuizione sul destino dei libri nell'era dei nuovi mezzi espressivi.

A quarant'anni dalla morte dello scrittore napoletano, nasce la casa editrice AM Edizioni Marotta, da un'idea di Andrea Marotta, nipote dello scrittore, e Adriana Merola.
La volontà è quella di riproporre il libro come oggetto prezioso, difendendolo dal mero desiderio di apparire. Troppe sono le proposte editoriali che saturano ogni spazio, senza coprire il vuoto che s'avverte sotto il peso schiacciante della quantità.
La scelta è quella di offrire gli autori, con i loro mondi.
L'ambizione è quella di tornare a comunicare con tutti i mezzi che oggi abbiamo a disposizione e con l'aiuto dell'interazione artistica per costruire l'alfabeto dei nuovi Sumeri.

Oltre un sogno
di Andrea Marotta

Ricordo in età adolescenziale un sogno dettato da quello che comunemente viene definito desiderio inconscio: la mia voglia insaziata e insaziabile di conoscere il nonno che sempre ha invaso la mia mente sia tramite i libri sia tramite i racconti di vita di mia madre Luciana, che hanno metabolizzato in me quello che lui era e che io sono; forgiato un po' dalla vita un po' dalla genetica.
Nel sogno eravamo mio nonno Peppino ed io, facevamo un viaggio in nave e mi sentivo felice e protetto; ad un certo punto sbarcammo e lui salutandomi disse: «E' arrivato il momento di andare».
Piangevo come un bambino; tutti i sogni finiscono, quello che ricordo molto bene è che mi sono svegliato con il cuscino bagnato e un pianto irrefrenabile che è durato molto, forse anche troppo per un sogno, segno di un contatto affettuoso che forse mi ha voluto regalare il nonno.
Da sempre ho avuto il desiderio di conoscere meglio chi fosse il mio antenato e, di riflesso, chi sono per caratteristica genetica. Io, uomo di tecnologia, più volte appellato come "tecnocrate": che "c'azzecco" con la letteratura!
Cosa meglio che legare le due cose, per evitare che Marotta si rivolti nella tomba vedendo un nipote solo "tecnocrate".
Ho cominciato con entusiasmo questo cammino editoriale, contornato da veri professionisti e scrittori, nella volontà di dare al panorama editoriale non solo lettere e parole, stile biblioteca di Babele, ma per lasciare un segno tangibile di quello che sono.
Più precisamente di quello che siamo noi, pregiato e prezioso staff di AM Edizioni Marotta, oltre a quello che Peppino ha già detto, credendo di lasciare qualcosa di buono ai posteri.

L'editore


A quarant'anni dalla morte di Giuseppe Marotta la casa editrice "AM Edizioni Marotta", fondata da Andrea Marotta nipote del suddetto scrittore, decide di recuperare, da una parte un patrimonio culturale rappresentato dalla particolare personalità densa di malinconia e senso dell'umorismo dello scrittore napoletano, dall'altra di provare a riempire uno spazio vuoto, forse uno degli ultimi rimasti liberi, percorrendo un viaggio a ritroso dalla superficie al fondo, come i pescatori di perle. Una difficile apnea nelle acque profonde alla ricerca o recupero di piccole perle che magari tra qualche anno potranno risultare rare o introvabili. Avendo avuto modo per anni di guardare al panorama editoriale italiano, sia come lettori sia come addetti ai lavori, ci si è resi conto che tutto il pieno che ci circonda non è poi così pieno, anzi presenta dei vuoti o falsi pieni che andrebbero analizzati per comprendere cosa fare per salvare un patrimonio fondamentale quale è il libro. In una metafora che forse ci è concessa, perché ci appartiene quanto meno in spirito, ci piace ricordare ciò che Marotta disse alla fine del suo cammino di vita: «Uffà. Che odiosa età è la mia. Ho atteso un centinaio di millenni il momento di nascere e quasi non mi va di attendere per i tre o quattro anni che mi restano da vivere, il momento di morire!».
Egoisticamente o per mero desiderio di apparire molti editori ed autori si sono lanciati in un gioco al massacro, noncuranti degli effetti collaterali, che determinate scelte editoriali avrebbero procurato all'editoria.
Recupero di professionalità e possibilità di dare voce a chi la voce l'ha perduta o non l'ha mai avuta. L'ambizione è quella di tornare a comunicare con tutti i mezzi che oggi abbiamo a disposizione compresa l'interazione artistica per costruire l'alfabeto dei nuovi Sumeri.

 

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