| LA
DUALITA' DELL'ESISTENZA
Aaron Belotti
nasce nella periferia alpina, in un piccolo centro,
dove la gita domenicale anziché fuoriporta la fai oltreconfine,
sui prati svizzeri o austriaci. A differenza di molti conterranei riesce
a vivere come ricchezza la coesistenza di due diverse culture, quella
prettamente italiana e quella originaria tedesca. Grazie a questo, o meglio
anche grazie a questo, riesce ad acquisire una relatività di prospettiva,
una capacità di leggere da punti di vista differenti le stesse
situazioni e problematiche.
Lavora in diversi ambiti ma sempre gravitando intorno al sociale fino
ad approdare all'attività sindacale fatta come professione. Qui,
il suo innato desiderio di confrontarsi, trova naturale sfogo nel vivere
direttamente le problematiche delle classi socialmente meno protette,
dei lavoratori precari, dei cittadini nuovi o vecchi, per nascita o per
residenza, dei più svantaggiati.
Ed è il desiderio di vivere più densamente, non in una realtà
sfuocata, fatta di brillantini, immagini vincenti sparate dalla televisione
o futilità consumistiche a fare da volano. La mescolanza di queste
pulsioni con le esperienze umanamente e spiritualmente eccezionali che
ha la fortuna di vivere sul lavoro lo portano a mettere su carta quello
che vive interiormente. Ma non più solo per se stesso, ma con lo
scopo di far conoscere le sensazioni, le paure, le gioie a chi gli sta
vicino. In breve il suo mondo. Tutto questo avviene in un periodo incredibilmente
fluido.
La doppia natura delle esperienze che hanno caratterizzato l'ultimo periodo
della sua vita hanno dato origine ad una doppia esistenza. Su due piani
differenti, con percorsi talvolta paralleli, talvolta antitetici, si sono
succeduti i giorni. Come un paradigma di sistemi di vite, non semplicemente
di una, la varietà delle alte vette himalayane e delle depressioni
caspiche ha dato vita ad una dualità di sensazioni, ad una doppia
natura dei versi.
Come un concentrato quasi palpabile, in due anni rivoluzioni e controrivoluzioni
si sono susseguite. Lutti atroci, gravissimi problemi familiari e follie
coniugali si sono alternati ad improvvise rinascite, a nuove speranze,
una ricostruita vita sentimentale.
Da questo nasce la prima raccolta di poesie: Fiori e spine.
Nei versi, l'attento lettore, potrà percepire
sulla sua pelle sfumature di sensazioni, ombre e luci, toni di grigio
e fulgide varietà di colori.
Un attento utilizzo delle immagini capaci di stagliare nette, contro lo
sfondo poco a fuoco, concetti ed emozioni che in questo modo assumono
quasi una forma materiale, fisica e per questo più facilmente razionalizzabili
e percepibili.
Questo è il suo mondo, nulla più. Questo è il suo
spirito, il suo cuore: sensazioni ed immagini pietrificate su carta ma
incredibilmente vive e vitali.
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